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Ribellione contro la dittatura e guerra civile in Libia, 2011: cronistoria

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Scontri in Libia, accordi ONU, ultime news, i fatti cruciali in ordine cronologico

Continua in: Guerra civile in Libia 2011, cronistoria parte II

  • 16/04/2011 – Sirte, la città natale di Gheddafi, e Al-Hira erano gli obiettivi degli attacchi aerei della NATO. I ribelli riportano che le forze pro-Gheddafi hanno lanciato un attacco con razzi Grad su un’area industriale in Misurata in mattinata. Le forze ribelli sono avanzate fino alla città petrolifera di Brega. Tuttavia, a metà pomeriggio, è stato confermato che il primo giorno d’assalto alla città si è concluso con il respingimento dei ribelli.
  • 15/04/2011 – La NATO ha lanciato tre nuovi raid aerei a Tripoli e dintorni. Hanno colpito una batteria di missili e altri due obiettivi. I ribelli affermano di avere il controllo orientale della città di Brega. Tuttavia, fonti giornalistiche hanno confermato il giorno dopo che vi era ancora una lotta in corso e più tardi nel corso della giornata è stato respinto l’attacco dei ribelli, con pesanti perdite sul versante dell’opposizione. Raid NATO hanno colpito la zona di al-Assah, a circa 170 km a ovest di Tripoli.
  • 14/04/2011 – Le forze di Gheddafi assediano di nuovo Misurata, con obiettivo il porto in cui stava attraccando una nave di soccorso medico e distruggendo una fabbrica di cemento, causando almeno 20 morti, afferma un assistente medico. Le forze pro-Gheddafi sparano agli aerei da guerra della NATO, nel centro di Tripoli. Un attacco della NATO su Tripoli ha danneggiato parti di un complesso universitario. Scontri tra le città di Brega e Ajdabiya. I leader del Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa credono che la situazione in Libia dovrebbe essere risolta attraverso la diplomazia.
  • 13/04/2011 – La NATO ha condotto attacchi aerei contro i bunker munizioni a 13 km da Tripoli. Il Pentagono afferma che jet da combattimento degli Stati Uniti hanno attaccato la difesa aerea libica, anche dopo che la NATO ha preso il comando delle operazioni in Libia. Il colonnello David Lapan, un portavoce del Pentagono, ha detto che gli aerei statunitensi hanno sganciato bombe sulla difesa aerea libica seguendo il controllo delle operazioni NATO. Lapan riferisce che gli Usa sono rimasti in ruolo di sostegno.
  • 12/04/2011 – I ribelli dichiarano di aver preso posizione a 40 km ad ovest della città strategica di Ajdabiyah dopo gli scontri con le forze pro-Gheddafi, che hanno causato almeno tre morti. Riporta un testimone che le forze pro-Gheddafi hanno bombardato l’ingresso occidentale di Ajdabiya. Reuters ha riferito che le forze pro-Gheddafi hanno attaccato Zintan e che i ribelli in Misurata hanno respinto due attacchi.
  • 11/04/2011 – Un portavoce dei ribelli a Misurata ha riferito di non aver visto nessuna prova di un cessate il fuoco ma che invece le forze pro-Gheddafi sembravano intensificare il loro attacco alla città, utilizzando per la prima volta i razzi Grad.
    La BBC ha riferito che i ribelli hanno respinto un piano di pace presentato dall’Unione africana. I ribelli hanno dichiarato che hanno rifiutato la tregua perché non comprendeva le dimissioni di Gheddafi.
  • 10/04/2011 – La NATO ha annunciato che la sua coalizione ha distrutto 11 carri armati vicino Ajdabiya e 14 vicino Misurata durante il giorno. La BBC ha riferito che una delegazione dell’Unione africana è arrivata in Libia per cercare di negoziare un cessate il fuoco tra i ribelli e i lealisti.
  • 09/04/2011 – Continuano gli scontri nelle città di Ajdabiya e Misurata. Nonostante la no-fly-zone politica dell’ONU, i ribelli utilizzato un elicottero d’attacco Mi-24 Hind. Gli aerei da guerra della NATO intercettato un Mig-23 da combattimento governato da un pilota dell’opposizione, costringendolo a terra per aver violato la no-fly zone.
  • 08/04/2011 – L’UNICEF riporta che i cecchini di Gheddafi che assediano Misurata non fanno distinzione tra ribelli e bambini. La Croce Rossa ha inviato una squadra a Misurata per indagare. Il Dipartimento americano del Tesoro ha annunciato nuove sanzioni nei confronti di cinque fedelissimi pro-Gheddafi: Ali al-Mahmoudi Al Baghdadi, Shukri Ghanem, Abdulhafid Zlitni, Tohami Khaled e Bashir Saleh, arrivando così a congelare oltre 34 miliardi di dollari.
  • 07/04/2011 – Un tank dei ribelli viene attaccato dalle forze della coalizione, causando 13 morti. A seguito di ciò, le forze pro-Gheddafi respingono i ribelli dalla città di Ajdabiya. Il generale dell’esercito statunitense, Carter Ham, dice che gli Stati Uniti potrebbero valutare l’ipotesi di inviare truppe per una offensiva di terra.
  • 06/04/2011 – Un reporter di Al Jazeera ha riferito che i ribelli a Nalut e Az Zintan sono entrati ad Yifrin e hanno aiutato i loro alleati lì a combattere contro i lealisti di Gheddafi. Un prigioniero evaso ha  comunicato che i soldati ribelli catturati dalle forze pro-Gheddafi vengono torturati in una prigione sotterranea a Sirte. Secondo Reuters, ci sono pesanti combattimenti lungo la strada costiera tra Ajdabiya e Brega. Le truppe di Gheddafi sono state rifornite con munizioni. La Gran Bretagna ha spostato quattro jet Typhoon, occupati a sorvegliare la no-fly zone libica, per ruoli di attacco a terra, dopo le critiche dell’opposizione alla NATO riguardo al fatto che non è riuscita a proteggere Misurata. Lealisti e ribelli hanno continuato a scontrarsi sulla strada Brega-Ajdabiya.
    Un barcone con 300 immigrati eritrei e somali affonda presso le coste di Lampedusa a causa del mare mosso, 48 sono tratti in salvo, decine di morti e dispersi.
  • 05/04/2011 – I ribelli vengono respinti verso la periferia di Brega dalle forze pro-Gheddafi. Il ministro dell’Interno e il Maggior generale, Abdul Fatah Younis, della Libia hanno criticato la NATO dicendo che non sta facendo abbastanza e che i civili muoiono ogni giorno.
  • 04/04/2011 – Brega, i ribelli riescono a respingere le forze del colonnello, questi ultimi lasciano delle mine man mano che retrocedono verso l’università della città. L’Italia ha deciso di riconoscere il Consiglio nazionale di transizione nella città di Bengasi come l’unico interlocutore ufficiale della Libia. Un abitante di una città nella zona di Jabal al-Gharbi, circa 230 km a sud-ovest della capitale, dice all’AFP che le forze di Gheddafi hanno sparato dei razzi Grad presso la città di Nalut, e che hanno preso la città di Kekla.
  • 03/04/2011 – Ancora scontri a Brega. Le forze di Gheddafi bombardato la città di Az Zintan, a sud-ovest di Tripoli. La carenza d’acqua e di energia elettrica si aggrava a Misurata, in particolare alla periferia della città. L’area nei pressi dell’ospedale centrale della città è stata bombardata. Gli Stati Uniti hanno deciso di richiedere alla NATO un’estensione di 48 ore per la partecipazione americana in attacchi aerei contro obiettivi della coalizione in Libia.
  • 02/04/2011 – Brega è ancora teatro di scontri tra i ribelli ed i fedeli al colonnello, nessuna delle due linee prevale completamente sull’altra. A Misurata, dopo settimane di bombardamenti e di accerchiamento, le forze pro-Gheddafi sembrano lentamente sopraffare i ribelli nonostante gli attacchi aerei della coalizione contro gli obiettivi pro-Gheddafi. I ribelli dicono che controllano ancora il centro della città e il porto di mare.
  • 01/04/2011 – Intensificato l’attacco su Misurata da parte delle forze pro-Gheddafi. A contrastare i ribelli a Brega arrivano nuove forze militari ben equipaggiate fedeli al colonnello. Il governo svedese approva l’invio di 8 aerei da combattimento e 1 da trasporto per le operazioni NATO in Libia. 7 civili vengono uccisi e 25 feriti in un bombardamento della coalizione sulle forze di Gheddafi ad est del paese. La base dei ribelli a Bengasi offre un cessate il fuoco condizionato, chiede al governo di Gheddafi di ritirare le truppe dalle città, Gheddafi lo dichiara ‘folle’. Un convoglio ribelle vicino Brega spara in aria con un cannone antiaereo, forse per celebrazioni, un aereo della coalizione risponde al fuoco e uccide almeno 13 persone.
  • 31/03/2011 – Raid aereo su Tripoli. I ribelli contrattaccano a Brega nel tentativo di scacciare le forze pro-Gheddafi, di seguito bombardate dalle forze della coalizione. La BBC riporta che le forze di Gheddafi sono state in un primo momento spinte fino al villaggio di Bishr ma poi hanno ripreso il controllo di Brega in serata.
  • 30/03/2011 – Le forze pro-Gheddafi riprendono la città di Ras Lanuf forzando la ritirata dei ribelli verso est. La coalizione riparte con i raid aerei intorno alla città di Ras Lanuf contro le forze del colonnello. Nella serata, la città di Brega ritorna sotto il controllo delle forze di Gheddafi. Il governo britannico espelle 5 diplomatici libici dell’ambasciata di Londra affermando che possono essere un pericolo per la nazione. Le forze ribelli fanno un appello radio per chiunque possa guidare un T-55. Svariati ministri libici lasciano il paese.
  • 29/03/2011 – Le truppe pro-Gheddafi utilizzano armi pesanti per forzare i ribelli a ritirarsi dalla città di Nawfaliya verso Bin Jawad. Un aereo statunitense, Lockheed P-3 Orion, spara su una nave libica dopo che questa ha attaccato delle navi nel porto di Misurata, hanno colpito anche due navi più piccole che la accompagnavano, ditruggendone una e costringendo a ritirarsi l’altra. La madre di Iman al-Obeidi ha detto che le era stato chiesto di convincere la figlia a ritrattare le accuse in cambio della sua libertà e di denaro o una nuova casa. “La scorsa notte alle 3, hanno chiamato dal campo di Gheddafi e mi hanno chiesto di convincere mia figlia Eman a modificare ciò che ha detto, loro in cambio l’avrebbero liberata immediatamente e avremmo potuto chiedere qualsiasi cosa” ha dichiarato la madre. I ribelli si ritirano di nuovo da Bin Jawad. Il Pentagono dice che le forze della coalizione hanno lanciato 22 missili Tomahawk durante la notte. Il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha dichiarato durante il summit a Londra che le operazioni militari in Libia continueranno fino a quando il dittatore libico Muammar Gheddafi non se ne andrà.
  • 28/03/2011 – Le truppe di Gheddafi attaccano la città di Zintan. La TV di Al Jazeera riferisce che i soldati pro-Gheddafi nella città di Jalu, a circa 200 km a sud di Ajdabiya, si sono arresi alle forze ribelli. Secondo AFP le forze ribelli si sono arrestate a 137 km da Sirte, fermate dalle truppe del colonnello. Il Qatar diventa il terzo stato (dopo Francia e Portogallo) a riconoscere il Consiglio nazionale di transizione come l’unico governo ufficiale della Libia. Le forze di Gheddafi continuano a bombardare Misurata. Verso sera i ribelli si avvicinano a 50 km da Sirte. Aerei britannici bombardano un bunker di munizioni a sud della Libia, il ministero della difesa britannico ha anche dichiarato che sono stati distrutti almeno “22 carri armati, veicoli corazzati e pezzi d’artiglieria nei pressi di Ajdabiya e Misurata”.
  • 27/03/2011 – Le forze ribelli assumono il controllo di Uqayla e della città petrolifera di Ras Lanuf, segue anche la città di Bin Jawad, intanto che si spostano in direzione di Sirte, la città natale del colonnello. Gli insorti avanzano ulteriormente lungo la costa, prendendo la città di An Nawfaliyah, a 100 km da Sirte. I ribelli prevedono di fermare la loro avanzata per la notte, dato che le forze pro-Gheddafi sono presumibilmente dislocate a 50 km lungo la strada pronte a difendere Sirte. 8 vittime e 24 feriti a Misurata a seguito degli attacchi delle forze fedeli a Gheddafi. I ribelli hanno firmato un contratto di esportazione del petrolio con il Qatar e hanno annunciato che le spedizioni del greggio dovrebbero partire in “meno di una settimana”.
  • 26/03/2011 – I ribelli rioccupano Ajdabiya dopo che le forze fedeli a Gheddafi si sono ritirate. Ancora bombardamenti su Misurata. Iman al-Obeidi, una giovane residente di Bengasi, giunge in un albergo di Tripoli, mostra segni di lividi e ferite, parla con la stampa internazionale affermando di essere stata rapita, legata, umiliata e violentata da 15 ufficiali fedeli a Gheddafi che l’hanno tenuta prigioniera per due giorni, viene poi allontanata dai giornalisti da alcuni seguaci di Gheddafi che dicono di volerla condurre in ospedale, la giovane invece dice che la porteranno in prigione, un giornalista del Financial Times cerca di difenderla ma viene estromesso dalla Libia con la motivazione di “rapporti inaccurati”. Bilgasim Al-Ganga, uno dei più vicini a Gheddafi, è prigioniero delle forze ribelli. Le forze di Gheddafi bombardano Misurata coinvolgendo anche le residenze dei civili.
  • 25/03/2011 – Il comando delle operazioni aeree passa sotto la NATO. La Lega Araba mette a disposizione 6 F-16 e 6 aerei Mirage da combattimento per garantire la no-fly-zone sui cieli libici. Gli aerei della coalizione bombardano l’artiglieria e i tank di Gheddafi nella regione est della Libia. Jet francesi e britannici bombardano obiettivi vicini Ajdabiya. Si apprende che il colonnello sta reclutando volontari per combattere gli insorti. Le operazioni militari aeree e navali della NATO sono sotto il comando del Tenente Generale canadese Charlie Bouchard. Un ex primo ministro di Gheddafi informa che il colonnello è disposto a trattare con le forze ribelli per attuare nuove riforme ed eventuali elezioni politiche.
  • 24/03/2011 – Il comando delle operazioni navali passa sotto la NATO. Proseguono i bombardamenti, sono lanciati 14 missili Tomahawk dalle forze aeree della coalizione. Continuano gli scontri a Ajdabiya e Misurata. I francesi abbattono un aereo libico, Soko G-2 Galeb, che ha violato la no-fly-zone. Sempre i francesi bombardano la base di Al Jufra Air. Secondo il ministro degli esteri libico, Khaled Kaim, le forze fedeli a Gheddafi in Ajdabiya vogliono arrendersi.
  • 23/03/2011 – Le forze fedeli a Gheddafi bombardano la città di Zintan. Continuano i raid della coalizione sulle forze di Gheddafi a Misurata e Ajdabiya. Un ufficiale dell’esercito inglese afferma che le forze aeree di Gheddafi sono completamente distrutte. Le forze del colonnello sparano sull’ospedale di Misurata. Gli insorti libici formano un governo ad interim (provvisorio) con a capo Mahmoud Jibril.
  • 22/03/2011 – Secondo la Tv libica, le forze di Gheddafi hanno ripreso il controllo della città di Misurata. Un reporter comunica alla CNN che ci sono ancora scontri nella città e che i tank di Gheddafi mietono vittime tra i civili, bambini compresi. Si riporta l’uccisione di uno dei comandanti fedeli a Gheddafi, Hussein el Warfali. Il colonnello appare in Tv e dice che non si arrenderà, dice che molte persone sono disposte a fare da scudi umani per proteggere il suo bunker.
  • 21/03/2011 – Circolano voci riguardo il ferimento di uno dei figli di Gheddafi, Khamis al-Gaddafi, a seguito di un attacco delle forze ribelli. Il primo ministro della Russia, Putin, attacca le forze della coalizione paragonando le attuali azioni militari alle barbarie delle crociate medievali. La Norvegia si ritira dalla coalizione per via dell’assenza di un comando centrale per le operazioni.
  • 20/03/2011 – Secondo raid aereo da parte delle forze della coalizione. La TV libica ha riportato che i bombardamenti aerei hanno causato 48 vittime e 150 feriti nelle “aree civili”. Un’imbarcazione italiana (chiamata ASSO 22) appartenente all’Augusta Offshore S.p.A., con 8 connazionali, 2 indiani e un ucraino è stata sequestrata dalle forze fedeli a Gheddafi presso le coste libiche. Cina, Russia e la Lega Araba condannano le azioni militari di USA, GB e Francia. Uno dei missili della coalizione ha colpito nelle vicinanze del bunker di Gheddafi.
  • 19/03/2011 – I funzionari del Pentagono dicono che le navi da guerra e i sottomarini statunitensi e britannici hanno sparato 110 missili cruiser Tomahawk ai sistemi della difesa aerea Libica nell’operazione “Odissea all’alba”, la prima fase di un’azione militare contro la Libia per imporre una no-fly-zone sotto mandato ONU. La Francia dice di aver effettuato attacchi aerei su obiettivi militari libici.
    Il presidente degli USA, Barack Obama, ha detto: “Oggi ho autorizzato alle forze armate degli Stati Uniti di iniziare una limitata azione militare in Libia.”
    Gheddafi ha riferito che il Mediterraneo si è trasformato in un “campo di battaglia vero e proprio” e minaccia di attaccare civili e obiettivi militari nella regione mediterranea. Egli ha anche annunciato l’apertura di depositi armi per il suo popolo per difendere il paese.
    Un aereo da guerra pilotato dai ribelli libici è stato abbattuto nella parte orientale della Libia negli scontri intorno a Bengasi, causando centinaia di fuge verso est.
  • 18/03/2011 – La Francia afferma che gli attacchi militari contro le forze di Gheddafi potrebbero iniziare “entro poche ore.” Le forze di Gheddafi annunciano un immediato cessate il fuoco, dicendo che la Libia è obbligata a rispettare la risoluzione ONU, ma non vi è alcuna chiara evidenza che ciò che è stato detto verrà attuato.
    L’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico (NATO) riferisce che è in corso una discussione della crisi.
  • 17/03/2011 – Le forze fedeli a Gheddafi sono pronte ad attaccare Bengasi, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite accetta alla fine una risoluzione che approva l’azione militare per fermare le forze del Raìs, utilizzando tutti i mezzi eccetto truppe a terra. Cinque paesi – Cina, Russia, Germania, Brasile e India – si astengono. I ribelli a Bengasi festeggiano.
  • 16/03/2011 – Il figlio di Gheddafi, Seif al Islam, dice che i rimanenti avamposti ribelli saranno riconquistati entro 48 ore. Un gran numero di libici attraversano il confine orientale verso l’Egitto.
    I ribelli combattono ancora le forze pro-Gheddafi in Ajdabiya.
    Al Consiglio di sicurezza dell’ONU, ancora nessun accordo sulla “no-fly zone” della Libia.
  • 15/03/2011 – Le forze del Raìs superano Ajdabiya, infliggendo pesanti perdite ai ribelli. Il prossimo obiettivo è Bengasi, la roccaforte ribelle a est.
  • 14/03/2011 – Le forze fedeli a Gheddafi cominciano a bombardare Ajdabiya, che i ribelli hanno giurato di difendere. I funzionari del Gruppo delle Otto potenze industrializzate si incontrano a Parigi, ma non riescono ad accordarsi sulla proposta della “no-fly zone” sulla Libia.
  • 13/03/2011 – Ribelli libici abbandonano la città chiave di Brega sotto i pesanti bombardamenti delle forze governative. La Libia chiede alle imprese straniere di riprendere le esportazioni di petrolio, dicendo che i suoi porti sono ora al sicuro.
  • 12/03/2011 – Seif al-Islam, figlio di Gheddafi, fa sapere ai giornali italiani che le truppe governative controllano il 90% del paese. I leader dell’Unione Europea chiedono a Gheddafi di lasciare il potere “immediatamente”.
    La TV di Al-Jazeera comunica che uno dei suoi cameraman è stato ucciso in Libia.
  • 11/03/2011 – Appello dei manifestanti per armi contro le forze di Gheddafi in avanzamento. Francia e Gran Bretagna sollecitano incursioni aeree mirate, i leader dell’UE tengono un vertice per la crisi libica. Gheddafi minaccia l’Europa con il ritiro degli aiuti libici nella prevenzione dell’immigrazione clandestina. Le Nazioni Unite dicono che oltre 250.000 persone sono fuggite dalla Libia verso paesi limitrofi.
  • 10/03/2011 – Le forze di Gheddafi riacquistano il controllo di Zawiyah, vicino a Tripoli. La Francia diventa il primo paese a riconoscere formalmente l’opposizione della Libia.
  • 09/03/2011 – Gheddafi accusa i ribelli di essere alleati del gruppo estremista islamico di al-Qaida.
  • 05/03/2011 – Nella città orientale di Bengasi, un consiglio nazionale dei ribelli si dichiara unico rappresentante della Libia.
  • 04/03/2011 – I manifestanti Anti-Gheddafi si scontrano con la polizia a Tripoli.
  • 03/03/2011 – Gli aerei da guerra di Gheddafi attaccano la città di Brega in mano ai ribelli.
  • 02/03/2011 – Le forze fedeli a Gheddafi lanciano una controffensiva a est del paese.
  • 01/03/2011 – L’opposizione controlla la regione orientale della Libia e numerose località a ovest, mentre Tripoli rimane sotto il controllo di Gheddafi.
  • 28/02/2011 – Gheddafi comunica ai media stranieri “Tutta la mia gente mi ama”. L’Unione Europea segue l’ONU e gli Stati Uniti per imporre sanzioni a Gheddafi e 25 altre figure maggiori del regime.
  • 22/02/2011 – Gheddafi va in televisione e ordina alle sue forze di schiacciare la rivolta. Bengasi è sotto il controllo dei manifestanti anti-regime, come lo sono Sirte, Tobruk a est, così come Misurata, Khoms, Tarhounah, Zenten, Al-Zawiya e Zouara, più vicino alla capitale.
    Migliaia di cittadini egiziani e tunisini cercano di fuggire dalla violenza, mentre numerosi stati europei cominciano a rimpatriare i loro cittadini.
    In un vertice di emergenza al Cairo, la Lega Araba dice che impedisce alla Libia di partecipare alle sue riunioni fino a che non risponde alle richieste dei manifestanti.
    La Libia dice che 300 persone sono morte nelle violenze, di cui 111 soldati. La Federazione Internazionale per i Diritti Umani pone una stima tra 300 e 400.
  • 21/02/2011 – Un certo numero di diplomatici libici in giro per il mondo abbandonano il regime di Gheddafi. Sale il numero delle vittime degli scontri.
  • 17/02/2011 – Ancora scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. Appelli su Facebook per una “Giornata di Collera”.
  • 15/02/2011 – Le proteste iniziano a Bengasi, la seconda città della Libia in grado d’importanza dopo Tripoli, attacchi sui protestanti da parte della polizia.

Fonte: bangkokpost.com, timesofindia.indiatimes.com, en.wikipedia.org

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