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Cellulare e bambini, l’età giusta per entrare in contatto con i telefonini

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Proteggere i minori dall’abuso dei dispositivi di telefonia mobile

Mettere un cellulare in mano ad un bambino è una cosa che va fatta con molta cautela per una miriade di ragioni, la più importante riguarda la sua salute. Oltre ai danni che potrebbero causare le onde elettromagnetiche c’è il fattore dipendenza, statistiche affermano che molti adolescenti faticano a spegnere il cellulare anche la notte.

I bambini cominciano a chiedere con insistenza il telefonino soprattutto per queste ragioni: lo vedono ai compagni di classe che immancabilmente gli fanno notare di non averlo, sono bombardati da pubblicità e propaganda di cellulari di ultima generazione, desiderano possederlo come i genitori e i familiari che lo usano intorno a loro.
Ma perché un genitore dovrebbe comprare un cellulare alla figlia o al figlio? La ragione più ovvia che viene in mente è per poterlo telefonare quando si fa tardi e non è a casa.

Sarebbe buona cosa aspettare un età in cui i figli siano abbastanza maturi da capire che cosa è realmente un cellulare e qual è l’uso che se ne fa, insomma che non si tratta principalmente di un giocattolo o un passatempo. Bisogna inoltre considerare le spese che si impennano, un ragazzino non sempre riesce a gestire SMS giornalieri o connessioni via cellulare, le famiglie spendono in media al mese 30-40€ solo in ricariche per 1 cellulare.

In una recente proposta di legge, la Francia vieta l’acquisto di cellulari per i bambini sotto i 12 anni.

[…] Secondo uno studio svedese, ad esempio, bambini e adolescenti rischiano 5 volte di più degli adulti di contrarre un cancro al cervello a causa dell’uso eccessivo del telefonino: le persone che iniziano a utilizzare il cellulare e i cordless prima dei 20 anni rischiano – spiega la ricerca – 5 volte di più degli adulti di contrarre un glioma, un tumore del tessuto nervoso che può colpire la massa cerebrale.

Anche secondo uno studio condotto nel 2005, quindi, i bambini correrebbero più rischi degli adulti dall’esposizione prolungata alle onde radio dal momento che il loro sistema nervoso non è ancora perfettamente sviluppato, i tessuti cerebrali riescono ad assorbire maggiore energia ed essi saranno dunque più esposti degli adulti nel corso della loro intera vita.

Più volte, in passato, il ministero francese della salute, ha invitato le famiglie e i genitori alla riflessione, ad acquisti giudiziosi e a un utilizzo cauto di questi dispositivi.

Appello raccolto anche da una ventina di esperti internazionali specializzati nella lotta ai tumori – dall’oncologo Henri Pujol a Franco Berrino, Responsabile del Servizio di Epidemiologia dell’Istituto dei Tumori di Milano e David Servan-Schreiber, autore francese del bestseller ‘Guarire’– che hanno ribadito l’importanza di proteggersi dalle onde elettromagnetiche emesse dai telefonini, e hanno pubblicato una sorta di codice di condotta per minimizzare il rischio derivante dall’esposizione alle emissioni dei cellulari. – mondotlc.biz

[…] Si può ipotizzare una “dipendenza da telefonino” quando una persona presenta alcuni dei seguenti atteggiamenti-spia:

  • dedica la maggior parte del proprio tempo ad attività connesse all’utilizzo del telefonino (telefonate, sms, giochi, consultazioni, uso di foto-videocamere, ecc.), svolte in modo esclusivo o in concomitanza con altre attività;
  • manifesta senso di stordimento, mal di testa, vertigini, dolori al viso o all’orecchio o altri sintomi fisici che possono essere collegati all’abuso del telefonino;
  • manifesta un atteggiamento di estrema affettività verso l’oggetto telefonico che si evidenzia principalmente con la resistenza ad allontanarsi da esso anche per poco tempo;
  • mostra un utilizzo del telefonino non giustificato da necessità, bensì come strumento per soddisfare bisogni di ordine affettivo-relazionale e come principale mezzo per comunicare con gli altri rispetto ad altre forme di comunicazione;
  • tende ad entrare in ansia o perfino in panico, o comunque a sperimentare stati emotivi spiacevoli, se il telefonino è scarico o se non funziona;
  • utilizza il telefonino come mezzo di protezione e di intermediazione per entrare in rapporto con altri con i quali altrimenti non si riuscirebbe a comunicare in modo diretto;
  • propende ad utilizzare il cellulare come strumento di controllo nelle relazioni sentimentali e affettive;
  • è incapace di mantenere dei momenti di assenza di contatto e di comunicazione con qualcuno;
  • tende a giustificare l’incapacità a staccarsi dal telefonino con l’uso di alibi (es. ragioni di sicurezza);
  • tende ad utilizzare il telefonino per tenere sotto controllo alcune paure o insicurezze (paura della solitudine, fobie specifiche, crisi d’ansia, ecc.);
  • tende ad usare più telefonini, spesso linee separate in base all’utenza (es. lavoro/amici);
  • ha l’abitudine di mantenere il telefono acceso anche di notte e di effettuare eventuali risvegli notturni per controllare l’arrivo di short message o di chiamate. – benessere.com

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