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Frequenza di rimbalzo o bounce rate: alta, bassa? Quanto conta?

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Frequenza di rimbalzo, un dato che dice tutto e niente

Diamo una definizione veloce del termine secondo le linee guida di Google Analyics: La frequenza di rimbalzo è la percentuale di visitatori che visitano una sola pagina di un sito (visualizzazione di pagina uniche su Analytics). Cioè il rapporto tra la percentuale di tutte le visite del sito (100%) moltiplicato il numero di pagine che hanno avuto una sola visita e fratto il numero TOT di visite. Facciamo un esempio pratico, se un sito ha 1000 visite e 800 di queste costituiscono quelle in cui gli utenti entranti hanno visitato una sola pagina: 100%*800/1000 = 80% (frequenza di rimbalzo). A questo punto uno può pensare, “se ho un’alta percentuale di rimbalzi è male, perché significa che i miei visitatori vanno via dopo aver visto una sola pagina e non sono interessati a navigare nel sito”, ma non è proprio così…

Tra le ragioni più comuni che spingono un utente a visitare 1 pagina soltanto di un sito:

  1. I contenuti della pagina NON soddisfano il visitatore cha torna quindi indietro al più presto.
  2. I contenuti della pagina soddisfano appieno il visitatore che apprese le informazioni che stava cercando chiude la pagina e se ne va.
  3. Non ci sono link navigabili che l’utente possa cliccare per restare nel sito.
  4. Il visitatore clicca su una pubblicità ed esce subito dal sito.
  5. La grafica del sito è talmente pessima che l’utente non prova neppure ad orientarsi e scappa via.

I punti in grassetto sono delle opzioni molto comuni (per il punto 2, immaginatevi wikipedia) e non per questo da considerarsi negative perché alzano il rimbalzo. Dal canto mio preferirei cento volte che un utente entrasse in una pagina del mio sito, trovasse la risposta che cerca e andasse via anziché visitare 10 pagine casualmente per 10 secondi ciascuna. Ovvio che se leggesse almeno 4-5 pagine per una mezzoretta sarei ancora più felice :).
Nel caso della pubblicità, pensate ad uno spazio web con Adsense, non può che far piacere al webmaster se un utente clicca sulle pubblicità.

Adesso invece consideriamo queste due macrocategorie di siti web, quelli che offrono soprattutto contenuti informativi e testuali e quelli commerciali come i negozi online.

  • Per i possessori di siti con contenuti testuali, tipo i blog, avere un’alta frequenza di rimbalzo non deve essere vista solo come un dato negativo, i punti 2 e 4 sopra ne indicano un paio di ragioni come abbiamo già detto. Un altro dato da considerare è il “Tempo medio sulla pagina“, se questo è superiore ad alcuni minuti ci fa pensare che la gente che visita quella pagina non schizza via subito.

    Come fa Analytics a calcolare il tempo medio di una pagina? Spiegandolo proprio con un esempio proposto dalla guida di Google, questa è la formula dell’algoritmo: Tempo totale di una pagina/(pagine viste – uscita). Il tempo totale trascorso su una pagina lo calcola invece così, se un utente entra in una pagina (A) e ci resta 1:30 minuti e passa poi ad un’altra pagina (B) e ci resta 2:30 dopodiché va su una terza pagina (C) e poi esce, il tempo trascorso sulla pagina A è dato dal tempo di B-A, quindi 1:00 minuto. Come avrete notato i calcoli sono imprecisi e non tengono mai conto del tempo che l’utente spende sull’ultima pagina (C) prima di lasciare il sito.

  • Nel caso dei commercianti il problema della frequenza di rimbalzo alta è differente. Immaginatevi un sito come eBay, se avesse avuto un rimbalzo dell’80%, ad esempio, difficilmente sarebbe sopravvissuto così a lungo, perché gli utenti non avrebbero acquistato un bel niente visualizzando una sola pagina. Da statistiche sul web, prevediamo che abbia un rimbalzo non superiore al 20-25%. Come risolvere il problema della frequenza troppo alta per i siti commerciali? Innanzitutto migliorare la grafica del sito (colori tenui, grafica pulita) secondo, semplificare e velocizzare i processi di acquisto (ci sono certi siti dove non si trova neppure il bottone per acquistare un articolo), terzo, creare un menu di categorie molto chiaro.

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