Alternativa a facebook, twitter e colleghi oligarchici del mondo social

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Un tempo i social network venivano tacciati come una sorta di “Carramba! Che Sorpresa” o “C’è posta per Te” per internauti a livello globale. Qualcosa simile a una specie di lavagnetta di annunci, visibile a tutti, dove inserire i fatti personali al fine di ritrovare amici e parenti scomparsi dai propri orizzonti (non che poi facesse molta differenza ritrovarli o meno, nella vita, di solito, se ci si è persi di vista c’è una ragione).

Poi è diventato soprattutto un modo per incontrare nuove persone con interessi comuni, e con tutti i rischi che ne conseguono dall’affidare alla rete i propri dati personali per scambiare opinioni, discutere e litigare anche pesantemente con sconosciuti, che senza le dovute precauzioni possono visualizzare a vicenda i profili personali degli utenti.
Tempo dopo ancora, la continua metamorfosi ha portato i social, e mi riferisco al più famoso “libro delle facce” in particolare, a diventare un qualcosa che assomiglia ai vecchi forum (chi è della mia generazione sa di cosa parlo), pagine e pagine di fans di cantanti, attori, VIPs, squadre sportive, tifoserie politiche, serie e programmi tv, e migliaia di gruppi dal contenuto variegato in cui ci si scanna per attaccare o difendere questo e quello.

A seguito ancora hanno cominciato a spopolare sui social gli “influencer”… Uno dirà e chi cavolo sono? Semplicemente persone (più o meno giovani) che forti di una conoscenza (ma non sempre) verso un dato argomento, “influenzano” le masse, o tentano di farlo, che sono attirate dallo stesso argomento verso cui mostrano uno smodato interesse. Troppi arrivano addirittura a pendere dalle labbra di questi personaggi, e possono considerarli dei veri e propri guru del sapere, ponendo al di sopra di ogni dubbio qualsiasi cosa gli venga propinata da costoro.

Il tutto, senza la benché minima moderazione o il controllo umano di cosa viene postato e da chi. Anzi, tutto è affidato agli umori di un algoritmo programmato secondo criteri molto discutibili.

Chiuso il preambolo noioso, saltiamo al punto: ALTERNATIVE

a facebook, twitter, instagram, youtube e via dicendo…

  • https://mewe.com/
    MeWe, social americano nato nel 2012. Server abbastanza veloci anche per l’utenza europea, c’è una discreta presenza di pagine e gruppi italiani. Per registrarsi basta l’email.
  • https://gab.com/
    Gab è un altro prodotto americano lanciato nel 2016, di recente è tra quelli più presi d’assalto dagli utenti anglofoni che hanno lasciato il famoso libro delle facce dopo la sequela di censure e ban di numerosi personaggi più o meno famosi. Ha dovuto incrementare la potenza dei server proprio per questa ragione. Non ha molti iscritti e pagine italiane al momento. Per registrarsi basta un email.
  • https://social.byoblu.com/@byoblu
    Byoblu social è un progetto tutto italiano nato da poco. Per registrarsi basta un’email. Conta circa ventimila iscritti ed è un prodotto parallelo al portale byoblu.com che si occupa di divulgazione alternativa alla comunicazione del mainstream. Sia in streaming che in TV [Davvero.tv è disponibile in chiaro sul digitale terrestre al momento solo nelle seguenti regioni: Lazio (LCN 632), Lombardia (LCN 606), Piemonte e Veneto (LCN 607) ed Emilia Romagna (LCN 622)].
  • https://telegram.org/
    Telegram è un servizio di messaggistica di origine russa che a partire dal 2013 è l’alternativa più valida a twitter in particolare. Conta milioni di utenti di tutte le lingue e paesi. Per registrarsi è necessario il numero telefonico. Si usa principalmente sulle piattaforme mobili come gli smartphone ma esiste anche una versione per desktop.
  • https://www.twitch.tv/
    Twitch è una valida alternativa a youtube, preferito a quest’ultimo soprattutto dai videogiocatori e vlogger che caricano filmati a scopo remunerativo, altrimenti soggetti alla censura gratuita sul famoso tubo. Nato nel 2011, ha un’affluenza giornaliera di circa 15 milioni di utenti. È di proprietà di Amazon.
  • https://rumble.com/
    Rumble, piattaforma di caricamento video canadese fondata nel 2013. Anche qui è molto semplice creare un account, solo nickname ed email.
  • https://www.patreon.com/
    Patreon è un’altra valida alternativa a youtube, seppur meno conosciuta di Twitch. Anche qui è possibile monetizzare attraverso degli abbonamenti da far sottoscrivere ai propri utenti per visualizzare i propri video originali.

Ce ne sarebbero degli altri da segnalare ma per ora mi fermo qui. Altri ne stanno nascendo e/o sono in progettazione nel momento in cui vi sto scrivendo. Vedremo nei prossimi mesi come cambierà il panorama globale dei social network, se c’è stato un effettivo scossone che ha sbilanciato definitivamente gli equilibri e l’egemonia dei soliti noti oppure no.

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