Mascherine lavabili e riutilizzabili, Made in Italy

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Se in farmacia non ci fosse disponibilità, scopriamo le migliori offerte online per le mascherine prodotte nel nostro paese e secondo normative.

Partiamo con alcune informazioni, di mascherine ve ne sono di tipologie differenti, alcune adatte espressamente per il personale sanitario (FFP1, FFP2, FFP3) in tempi di quarantena, altre sono dispositivi di protezione individuale che vanno bene per l’uso quotidiano fuori dall’abitazione, come le cosiddette mascherine chirurgiche.

La valvola, vediamo a cosa serve. Nelle mascherine FFPx la valvola viene usata per evitare che l’aria calda del respiro rimanga intrappolata al suo interno, fanno da sfogo in sintesi. Sono quindi utili per non far sudare il viso o appannare gli occhiali ma inutili se, ad esempio, chi la indossa ha lo scopo di bloccare le microparticelle fuoriuscite da bocca e naso, perché la valvola le libera all’esterno. Vanno quindi bene solo come protezione personale e non collettiva. Idonee principalmente ai sanitari che devono proteggersi lavorando a contatto diretto con pazienti già ammalati.

FFP1: classe di protezione che deve garantire un filtraggio minimo dell’80% delle particelle aeree tossiche, inquinanti o contaminanti. Solitamente utilizzate nell’industria alimentare e nel settore edile, oltre che dal personale medico.

FFP2: classe di protezione che deve garantire un filtraggio minimo dell’94% delle particelle aeree. Presidio sanitario indispensabile per chi lavora nei reparti delle malattie infettive a stretto contatto con i pazienti. Utilizzate anche in altri ambienti lavorativi come il settore petrolchimico o simili in cui il lavoratore viene a contatto con sostante pericolose liberate nell’aria.

FFP3: classe di protezione che deve garantire un filtraggio minimo dell’99% delle particelle aeree. Protezione più elevata attualmente in commercio, opzione valida per tutte le categorie a rischio, a cominciare dal personale sanitario in prima linea e le altre sopracitate.

E poi ci sono le classiche mascherine chirurgiche, quelle che vediamo in questi giorni coprire la maggior parte dei visi delle persone in strada. Sono mascherine che hanno un solo scopo, impedire che la maggior parte di microparticelle rilasciate durante un colpo di tosse o uno starnuto, o dal semplice respiro, vengano liberate all’esterno ad ampio raggio. Alcune sono lavabili e riutilizzabili con successo per diverse volte.

Quando leggete la sigla TNT, sta per Tessuto Non Tessuto, un materiale simile al tessuto ma prodotto artificialmente in laboratorio, seppur con fibre naturali.

La banale mascherina chirurgica si può lavare dai 60° ai 70°. Va lasciata in ammollo per circa una decina di minuti con del detersivo non troppo aggressivo o anche sapone per le mani. Dopodiché va sciacquata accuratamente e messa ad asciugare. L’operazione si può ripetere per almeno 5 volte senza che la mascherina perda la sua efficacia. Ah, quando la indossate, ricordatevi di schiacciare bene sul ponte del naso il ferretto che si trova sul lato superiore.

Per bambini.

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