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Tennis, uno sport maschilista in Italia anche nel 2011?

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di Maria Ferri, Spezziamo una lancia in favore del tennis femminile.

Lo abbiamo constatato nei montepremi… Quelli delle donne sono decisamente più bassi anche a parità di sforzi (game, set e match).

Lo abbiamo visto negli spot TV… Ohibò, le giocatrici strumentalizzate e i giocatori idolatrati.

Lo abbiamo, ahimè, visto nella presenza di pubblico al Foro Italico… Ma sarà vero che i tornei ATP divertono di più di quelli WTA oppure è solo un luogo comune da sfatare?

Ok, parlando in senso lato, ebbene sì, signore e signori, nonostante sia ormai oltre un secolo che si pratica questo sport, il tennis femminile è ancora considerato una sorta di gioco o passatempo più che uno sport vero e proprio, anche se negli ultimi decenni la classifica Rankings WTA conta decine di tenniste di tutto rispetto, continua ad essere svalutato a, come qualcuno lo ha definito, sport “per guardoni”. Forse è anche vero che il grosso degli uomini spettatori del tennis femminile cerca solo le parti scoperte del corpo delle tenniste (pensate un po’ cosa accadrebbe se le tenniste cominciassero ad utilizzare dei calzoncini fino alle ginocchia), ma c’è molto di più da vedere per chi non si fa intortare dai preconcetti.

Se in passato (mooolto in passato) tra il tennis femminile e quello maschile c’era un effettivo divario sul piano di tecnica e velocità di gioco, che rendeva le partite monotone, nel 2011 non si può più dire (ricordiamo che si contano tuttora e comunque i match noiosi sia in ATP che in WTA, come in ogni altro sport). Logicamente i due circuiti non vanno paragonati “fisicamente”, lo stesso per ogni altro sport maschile e femminile, come invece erroneamente fanno molti (ah, Nadal alla Wozniacki la distrugge, Djokovic si mangia la Jankovic, la Schiavone è una schiappa vicino a Starace, le sorelle Williams le batte anche un tennista uomo di serie B… E altre frasi senza senso che si sentono in giro. Ma saranno tutte vere poi?), anche se non mi dispiacerebbe vedere un tennista e una tennista di stazza simile e di pari livello disputare una partita e vederne il risultato.

Non so se avete mai fatto caso, negli Internazionali di Tennis BNL a Roma, ad oggi, nelle partite del circuito WTA, l’Hawk-Eye non viene ancora utilizzato nonostante molte giocatrici contestino spesso, come gli uomini, le chiamate del giudice di sedia. Mah…

“Nel Tennis il dispositivo Hawk-Eye (e talvolta MacCAM), detto anche challenge, è utilizzato per calcolare la traiettoria della palla con precisione attraverso un sistema di telecamere collegate ad un computer. Nel 2008 la federazione internazionale del tennis ha stabilito che un giocatore/giocatrice può chiamare il challenge al max 3 volte in un set, più una quarta volta in caso di tie-break, comunque, se la partita è trasmessa in TV il challenge può essere mostrato ai telespettatori ad ogni occasione.”

In questi giorni si stanno giocando gli Internazionali d’Italia 2011, c’è qualche fattore positivo per la WTA, un modesto aumento di pubblico per le partite femminili, soprattutto per la Schiavone (dopo aver vinto un titolo del Grande Slam nel 2010 forse il suo nome ha cominciato a girare un po’ di più), e un aumento di appassionatE di tennis tra il pubblico. Tuttavia, ancora niente Hawk-Eye per le donne e ancora montepremi più basso al Foro Italico di Roma. Qualcuno penserà effettivamente che il montepremi e il fattore presenze vadano di pari passo (biglietti, incassi e roba simile). Fino a prova contraria, quest’anno (e anche da prima in alcuni), in tutti i tornei importanti come il Roland Garros, Australian Open, US Open e Wimbledon, dove infatti si osserva il pienone anche nelle finali WTA, c’è parità del montepremi WTA e ATP.

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